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A Water situation #6 -And your name is Harry-

Non c’è più nulla di quel che c’era, genealogie e bloodstream hanno preso il sopravvento. Siamo vecchi, siamo giovani, siamo vecchi. Cosa me ne faccio delle vecchie stronzate?

Rivalsa. Ottenere o sapere qualcosa che aiuta la tua autostima a non sentirsi fabbricata in Eternit.

Ultimamente è capitato ben due volte. Mi sono sentito bene. La condivisione come strumento di sopraffazione subdola e silenziosa. Angoli opposti si ignorano immaginando le rispettive ragnatele e rispettabili ragni. Ma uno è sempre più grosso, e forse ancora non lo sa.

Dopo anni ti ritrovi a guardare il troppo ricordo, e le soluzioni sono soltanto due. Canti una canzone che racconta di come sia tutto malinconico eppur stupendo, oppure non canti perché di bello non c’è niente.

Guarderai qualcuno dicendo -il tuo nome è Harry- come se fosse la più grande delle rivelazioni, ma in realtà un semplice fatto può non nascondere una singola briciola di ardente voglia di vivere. E’ così e se vuoi mi fa pure incazzare.

All’improvviso ciò che hai fra le mani è un presente appagante, e il tuo passato ricco di aneddoti e amici e sesso e risate e risate è un cumulo di merda. Ecco che allora, forse, ti scopri il ragno più grosso. Masturbati prima che sia troppo tardi.